Voglio riportare qui di seguito lo stralcio di alcune parti provenienti dall'intervista (
1 parte e
2 parte) fatta da Simone Chierchini di
Aikido Italia Network.
Ritengo che gli spunti che escono da questa intervista siano davvero molto interessanti ed utili per tutti i praticanti, di qualsiasi livello.
L'aikido sempre presente:
"L’idea di O’Sensei quando venne a Iwama era di praticare sia l’agricoltura che il Budo, pertanto mio padre aiutava O’Sensei nel lavoro dei campi (...) mio padre ha avuto la fortuna di continuare a stare accanto al suo maestro; cosi’, a volte, magari mentre coltivano l’orto, O’Sensei veniva in mente una nuova tecnica, buttava la zappa e diceva: “Saito! Vai al dojo a prendere il bokken!”. E poi li’, in mezzo al campo, o dove si trovavano, dall’attività agricola passavano alle arti marziali (...)"
Sull'uso delle armi:
"(...) Secondo alcuni le armi devono essere solo praticate da un certo livello in poi, mentre secondo noi no. Tutto deve essere praticato contemporaneamente, Taijutsu e Bukiwaza.
Tutti possono lavorare con le armi fin dall’inizio, perché O’Sensei ha intrecciato le tecniche di Taijutsu con quelle di Bukiwaza, questa e’ la caratteristica del suo lavoro (...)"
Sulla differenza fra arte marziale e sport:
"(...) Le arti marziali non sono né sport né divertimento. Di fianco c’e’ sempre la morte, che è il concetto alla base della scelta che anticamente in Giappone si faceva quando si decideva di apprendere un’arte marziale. Bisogna avere sempre questa consapevolezza. (Non è una cosa da frequentare con leggerezza, è una cosa seria NdT). Non è un’attività solamente fisica o corporea: quando si pratica avendo sempre presente che abbiamo accanto la morte, l’arte marziale diviene un’attività dell’anima (...)"
Consiglio a tutti di visitare il blog e leggersi p
er intero quest'intervista!
Aiki saluti
Hitohira Saito durante l'ultimo Seminario in Italia (Modena - giugno 2011)